Come capire se un sito è affidabile e non cadere in un negozio online falso · Seawall

Sicurezza

Come capire se un sito è affidabile e non cadere in un negozio online falso

Come capire se un sito è affidabile? Prima di comprare o inserire una password, controlla l’indirizzo, chi gestisce il sito e cosa ne dicono altri acquirenti. Bastano pochi minuti per riconoscere diversi segnali delle truffe online, senza competenze tecniche.

Aggiornato il 23 ott 2026 · 7 min di lettura · team Seawall

In breve

  • Il lucchetto protegge la connessione, ma non dimostra l’affidabilità di chi gestisce il sito.
  • Controlla indirizzo, dati del venditore, recensioni esterne e data di registrazione del dominio.
  • Se hai già pagato, contatta subito la banca, conserva le prove e segnala il sito.

Un negozio inventato o la copia del sito di una banca o dell’INPS possono sembrare autentici. Se ti chiedi come capire se un sito è sicuro, parti dai controlli qui sotto, prima di pagare o dare i dati della carta. Per capire se un sito è affidabile, non fermarti alla grafica: un sito affidabile dichiara chi c’è dietro, e tu puoi verificarlo.

I segnali di un sito truffa

  • Prezzi troppo bassi. Secondo la Polizia Postale, un prezzo molto più basso di quello di mercato può nascondere una truffa o un prodotto falso. Confrontalo con quello di altri negozi.
  • Un indirizzo quasi giusto. Se cambia una lettera può trattarsi di typosquatting, cioè della registrazione di un indirizzo quasi identico a uno noto. L’INPS mette in guardia da nomi come «insp» e «ipns». Un sito clone copia anche l’aspetto dell’originale.
  • Nessuno da contattare. Mancano partita IVA, telefono fisso o indirizzo? È un campanello d’allarme. In Italia il D.Lgs. 70/2003 obbliga chi vende online a rendere facilmente accessibili i suoi dati: nome o ragione sociale, indirizzo, email, numero REA o del registro delle imprese e partita IVA, quando prevista. Un negozio online falso raramente li presenta in modo verificabile.
  • Troppi dati richiesti. Per pagare servono pochi dati, come il numero della carta, la scadenza e l’indirizzo di consegna, ricorda la Polizia Postale. Un venditore che chiede anche PIN, password o numero di conto probabilmente vuole raccogliere i tuoi dati.
  • Fretta e contatti fuori piattaforma. Diffida di chi insiste per concludere subito o spostare la conversazione altrove: anche la Polizia Postale indica questi comportamenti come sospetti.

Un solo segnale non è una prova, ma più segnali insieme devono metterti in guardia.

Il lucchetto non dimostra che un sito sia affidabile

Il lucchetto e «https» indicano che i dati inseriti viaggiano cifrati. Il certificato SSL protegge la connessione, ma non dimostra chi gestisce il sito: anche un truffatore può ottenerne uno per il proprio dominio. Il lucchetto è quindi necessario, ma non sufficiente per fidarti.

Come verificare se un sito è sicuro in cinque minuti

Nessun controllo è infallibile: per una buona verifica del sito, incrocia più elementi.

  1. Leggi l’indirizzo. Guarda la parte finale del nome di dominio, subito prima della prima «/» che segue «https://». In «https://www.inps.it.example.com/rimborso» il sito è «example.com», non l’INPS. Gli indirizzi autentici dell’INPS terminano con «.inps.it»: il nome dell’ente all’inizio non basta.
  2. Controlla il venditore. Cerca partita IVA, indirizzo, telefono fisso e altri contatti. Usa il servizio «Verifica partita Iva» dell’Agenzia delle Entrate: mostra se la partita IVA è attiva, sospesa o cessata e il nome del titolare, che deve corrispondere al venditore.
  3. Cerca pareri esterni. Leggi i commenti di altri acquirenti tramite motori di ricerca, forum e social network, non soltanto quelli pubblicati dal negozio. Prova a cercare il suo nome seguito da «recensioni».
  4. Verifica l’età del dominio. Per i domini .it usa il Web Whois del Registro .it; per .com, .shop e altri, ICANN Lookup. Un sito con un dominio registrato pochi giorni fa e prezzi bassissimi è un segnale d’allarme: i domini recenti sono spesso usati per le truffe.
  5. Controlla le segnalazioni di pericolo. Inserisci l’indirizzo nel Rapporto sulla trasparenza di Google Navigazione sicura, cioè Google Safe Browsing: indica se Google classifica il sito come pericoloso.

Per investimenti, trading o cripto-attività, consulta anche l’elenco dei siti oscurati dalla CONSOB. Da luglio 2019 la CONSOB ha fatto oscurare più di 1.800 siti di operatori finanziari abusivi. L’elenco riguarda solo quelli su cui è intervenuta: se un sito non c’è, non è detto che sia autorizzato.

In un SMS, un’email o un messaggio WhatsApp, un link sospetto può nascondere un indirizzo appena diverso dall’originale e portarti su un sito falso. Nel dubbio, apri l’app ufficiale o digita tu l’indirizzo autentico. Sul cellulare, la Polizia Postale consiglia le app ufficiali dei grandi negozi per evitare reindirizzamenti verso copie fraudolente.

Sul computer, passa il puntatore sul link senza fare clic: l’indirizzo reale appare in un angolo del browser. Sul cellulare, tieni premuto il link per vedere l’indirizzo senza aprirlo.

Ho pagato su un sito falso: cosa fare

  1. Chiudi la pagina. Se sospetti una truffa in un acquisto online, non inserire altri dati.
  2. Cambia la password. Se l’hai inserita nella pagina, modificala subito sul sito autentico e su ogni account in cui usi la stessa password.
  3. Chiama subito la banca. Se hai comunicato i dati della carta o pagato, chiedi di bloccare la carta e informati su come contestare i pagamenti. La Banca d’Italia ricorda di segnalare il prima possibile i pagamenti che non hai autorizzato tu: puoi contestarli entro 13 mesi dall’addebito.
  4. Conserva le prove. Salva gli screenshot della pagina e dei messaggi e la documentazione del pagamento.
  5. Segnala il sito. Se hai perso dei soldi, presenta anche una denuncia: nella prossima sezione trovi a chi rivolgerti.

Dove segnalare un sito truffa

Per denunciare una truffa online, rivolgiti a un ufficio di polizia, per esempio della Polizia Postale.

  • Polizia Postale. Usa il servizio «Segnala online» per comunicare un sito sospetto: è una segnalazione, non una denuncia formale.
  • AGCM (Antitrust). Puoi segnalare una pratica commerciale scorretta senza formalità particolari, senza pagare nulla e senza avvocato.
  • Centro Europeo Consumatori Italia. Offre assistenza gratuita se il venditore è un’impresa reale con sede in un altro paese dell’UE e non riesci a risolvere il problema.
  • La tua banca. Contattala il prima possibile se hai pagato con la carta.

Puoi anche segnalare il sito a Seawall: se la segnalazione è corretta, Seawall aggiorna il filtro per tutti i suoi utenti.

Bloccare i siti truffa su tutti i dispositivi

Seawall blocca i siti di phishing e i siti truffa in tutti i browser e le app dei dispositivi in cui è configurato: le copie dei siti di banche e negozi e le false pagine di accesso riconosciute dal filtro non si aprono. Blocca anche indirizzi che imitano quelli autentici cambiando una lettera e, come opzione, domini registrati da meno di 30 giorni, spesso usati per le truffe.

Nessun filtro sostituisce i tuoi controlli: ogni giorno compaiono nuovi siti fraudolenti. Mantieni le abitudini descritte sopra, soprattutto prima di pagare.

Domande frequenti

Esiste un elenco dei siti truffa?

Non esiste un elenco completo. La CONSOB pubblica i siti finanziari abusivi che ha fatto oscurare; il Rapporto sulla trasparenza di Google Navigazione sicura indica se un indirizzo è classificato come pericoloso. Se un sito non compare in queste fonti, non è detto che sia sicuro.

Un sito con il lucchetto è sicuro?

Non necessariamente: il lucchetto indica che i dati viaggiano cifrati. Non dimostra chi gestisce il sito né che il venditore sia onesto.

Come controllare un link senza aprirlo?

Sul computer, passa il puntatore sul link e leggi l’indirizzo in un angolo del browser; sul cellulare, tienilo premuto. Nel dubbio, non aprirlo: digita tu l’indirizzo ufficiale.

Come verificare la partita IVA di un negozio online?

Usa il servizio «Verifica partita Iva» dell’Agenzia delle Entrate: mostra se il numero è attivo, sospeso o cessato e il nome del titolare. Una partita IVA cessata o un titolare estraneo al negozio sono segnali di rischio.

Seawall blocca tutti i siti truffa?

Nessun filtro li blocca tutti: Seawall blocca siti noti di phishing e truffa e indirizzi che imitano quelli autentici, ma ne compaiono di nuovi ogni giorno. Se ne trovi uno non bloccato, segnalalo a Seawall.

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