Messaggio truffa: come riconoscere smishing, vishing e spoofing · Seawall

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Messaggio truffa: come riconoscere smishing, vishing e spoofing

Come riconoscere un messaggio truffa? Non fidarti solo del nome o del numero che compare sul cellulare: guarda soprattutto cosa ti viene chiesto. Qui trovi i segnali da controllare e cosa fare se hai già aperto un link o comunicato dati.

Aggiornato il 23 ott 2026 · 8 min di lettura · team Seawall

In breve

  • Diffida di richieste urgenti di codici, password o trasferimenti di denaro, anche se il mittente sembra conosciuto.
  • Se hai comunicato dati o noti pagamenti sconosciuti, contatta subito la banca attraverso i suoi canali ufficiali.
  • Una segnalazione online alla Polizia Postale non equivale a una denuncia formale.

I truffatori si presentano come la tua banca, Poste Italiane, l’INPS o un familiare. Nei messaggi truffa l’obiettivo è farti aprire un link, chiamare un numero, comunicare codici o spostare denaro. Come ricorda il Garante Privacy, questi messaggi ti spingono ad agire o a dare informazioni con urgenza.

Cos’è il phishing e cosa sono smishing, vishing e spoofing

  • Phishing. Una mail di phishing imita una banca, un’azienda o un ente e ti porta su una pagina falsa che cerca di rubare password o dati della carta.
  • Smishing. È lo stesso tentativo tramite SMS o app di messaggistica. Il nome deriva da «SMS».
  • Vishing. Il tentativo arriva con una telefonata: chi chiama cerca di convincerti a comunicare dati o eseguire operazioni.
  • Spoofing. L’origine viene mascherata: il messaggio o la chiamata mostra il nome o il numero della banca. I truffatori possono scegliere il numero visualizzato sul tuo cellulare.

Come riconoscere un SMS truffa

  • Urgenza o allarme. Un conto da sbloccare o un pagamento da fermare ti mettono fretta. Anche le richieste insolite sono un segnale.
  • Un link da aprire. L’INPS non invia SMS con link cliccabili. La banca non chiede via email o telefono i dati per accedere all’home banking.
  • Una richiesta di codici. Non comunicare PIN, password, codici OTP o dati della carta in risposta a un messaggio.
  • Denaro da spostare. Diffida di chi propone un conto «sicuro» su cui trasferire i soldi. I bonifici istantanei non possono essere revocati.
  • Un numero da richiamare. Verificalo sempre sul sito ufficiale dell’azienda o dell’ente, prima di chiamare.

Se sospetti un SMS truffa, non rispondere. Apri l’app ufficiale, digita tu l’indirizzo del sito oppure chiama il numero riportato sulla carta o sul sito ufficiale.

Esempi di messaggi truffa: Poste, INPS e banche

Ecco alcuni esempi di phishing: tornano di continuo con pretesti sempre nuovi, ma le richieste da riconoscere sono simili.

  • Poste Italiane. Un SMS falso può comparire persino nella conversazione ufficiale di Poste. Poste non chiede mai, con nessun mezzo e per nessun motivo, di trasferire denaro o di fornire dati della carta, codici OTP o credenziali di accesso, nemmeno per «mettere al sicuro» i conti. In caso di dubbi puoi scrivere ad [email protected].
  • INPS. Un SMS usa nome e logo dell’ente e rimanda a una pagina falsa, magari promettendo un rimborso: il CERT-AgID ha segnalato diverse campagne simili. L’INPS non invia SMS o email con link per confermare dati o ricevere rimborsi. Gli indirizzi ufficiali terminano con «.inps.it»; quelli falsi possono usare nomi come «insp» o «ipns».
  • Banca. Nel phishing bancario, un messaggio o una telefonata della presunta banca chiede codici o un trasferimento su un altro conto. Le banche non chiedono dati dell’home banking né conferme di dati personali via SMS, email o telefono.

Truffa WhatsApp: il messaggio «Ciao mamma»

«Ciao mamma, mi è caduto il telefono, questo è il mio nuovo numero»: è il messaggio descritto dalla Polizia Postale. Seguono richieste insolite: denaro, la ricarica di una carta prepagata o credenziali bancarie. Nel 2026 la Polizia Postale ha segnalato anche una variante: messaggi che sembrano scritti da amici o familiari e chiedono con urgenza un pagamento, spesso inviati da account WhatsApp sottratti o compromessi. Anche i link a pagine esterne a WhatsApp possono portare a siti fraudolenti.

La Polizia Postale consiglia di non rispondere, di eliminare la conversazione e di cancellare il numero, se l’hai salvato. Non dare codici di verifica, PIN o password, nemmeno a chi dice di essere un amico o un familiare. Prima di pagare, chiama la persona al numero che conosci già.

Spoofing: quando il numero sembra quello della banca

Una chiamata o un SMS può mostrare il vero numero o nome della banca senza provenire da lì. Dal 19 novembre 2025 un filtro AGCOM blocca le chiamate dall’estero che mostrano un numero mobile italiano, tranne quando chi chiama è davvero all’estero in roaming; per i numeri fissi il blocco era già attivo. Nei primi otto mesi del 2026 i filtri hanno bloccato circa 191 milioni di chiamate.

Un numero che riconosci, però, non è una prova. Riaggancia e chiama tu la banca usando il numero nella sua app, sulla carta o sul sito ufficiale. Parla con la banca solo attraverso i suoi canali ufficiali.

Ho cliccato su un link sospetto: cosa fare

  1. Chiudi la pagina. Non inserire altri dati.
  2. Cambia la password. Se l’hai inserita nella pagina, modificala subito sul sito autentico e su ogni account in cui usi la stessa password.
  3. Chiama subito la banca. Se hai fornito dati della carta o codici OTP, oppure noti pagamenti sconosciuti, chiedi di bloccare la carta e disconoscere le operazioni. La Banca d’Italia raccomanda di agire il prima possibile: i pagamenti non autorizzati si possono contestare entro 13 mesi dall’addebito.
  4. Conserva le prove. Salva uno screenshot del messaggio, il numero del mittente e l’indirizzo della pagina.
  5. Segnala l’accaduto. Scegli il canale adatto tra quelli indicati qui sotto.

Come denunciare una truffa online

Segnalare un contenuto e presentare una denuncia sono due cose diverse.

  • Polizia Postale, «Segnala online». Una segnalazione alla Polizia Postale aiuta la polizia a verificare un sito o un messaggio sospetto. Non è una denuncia formale e non sostituisce i servizi di emergenza.
  • Denuncia. Si presenta presso un ufficio di polizia, per esempio della Polizia Postale. La denuncia online con SPID o CIE è attualmente in sperimentazione soltanto in alcuni uffici del Lazio e va confermata di persona entro 48 ore.
  • La tua banca. Se sono coinvolti soldi, contattala subito, prima di ogni altra cosa. Se presenti un reclamo, la banca deve risponderti entro 15 giorni lavorativi.
  • CERT-AgID. Puoi inoltrare il messaggio sospetto a [email protected]: aiuta a monitorare le campagne, ma non è una segnalazione formale.

Puoi anche segnalare un sito truffa a Seawall: se la segnalazione è corretta, il filtro viene aggiornato per tutti gli utenti. Per approfondire, leggi i consigli del Garante e la guida della Banca d’Italia sulle truffe.

Bloccare i siti truffa aperti dai link nei messaggi

Seawall non legge SMS, email o chiamate: interviene quando apri un link. La protezione anti-phishing blocca le pagine dei siti truffa e di phishing conosciuti, in tutti i browser e le app dei dispositivi configurati. Blocca anche i domini che imitano siti autentici cambiando una lettera e, come opzione, quelli registrati da meno di 30 giorni, spesso usati per le truffe.

Nessun filtro sostituisce le tue verifiche: ogni giorno compaiono nuovi siti truffa. Contro una richiesta ingannevole al telefono resta essenziale la tua prudenza. Mantieni le abitudini descritte sopra.

Domande frequenti

Cos’è lo smishing e in cosa è diverso dal phishing?

Il phishing arriva via email, lo smishing tramite SMS o app di messaggistica, il vishing con una telefonata. L’obiettivo è lo stesso: rubare dati o denaro attraverso una pagina falsa o una richiesta ingannevole.

Basta aprire un SMS truffa per correre rischi?

Il pericolo sta soprattutto in ciò che fai dopo: aprire link o allegati, chiamare il numero indicato o comunicare dati. Non rispondere, elimina il messaggio e, se vuoi, segnalalo.

La banca può chiedermi codici o password per telefono?

No: la banca non ti chiederà via email o telefono i dati che usi per i pagamenti online o l’home banking. Riaggancia e chiamala tu al suo numero ufficiale.

Sono stato truffato online: posso riavere i soldi?

Segnala subito alla banca le operazioni fatte dal truffatore e chiedi il rimborso: secondo la Banca d’Italia ne hai diritto solo se hai agito con diligenza. I pagamenti non autorizzati possono essere contestati entro 13 mesi dall’addebito. La denuncia non è indispensabile per ottenere il rimborso, ma puoi presentarla alla Polizia Postale.

Dove denunciare una truffa online?

Puoi presentare denuncia presso un ufficio di polizia, per esempio della Polizia Postale. Tramite «Segnala online» invii invece una segnalazione, non una denuncia formale. Se sono coinvolti soldi, contatta prima la banca.

Seawall blocca gli SMS truffa?

No: Seawall non legge SMS o chiamate. Blocca i siti di phishing e truffa conosciuti, così la pagina a cui porta il link non si apre. Ne compaiono di nuovi ogni giorno: se ne trovi uno non bloccato, segnalalo a Seawall.

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